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Influenza A: prevenzione e cura PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 26 Ottobre 2009 18:10

Il 24 aprile 2009 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione della nuova influenza da virus A(H1N1) nell'uomo e al suo potenziale pandemico, alzando rapidamente il livello di attenzione per la preparazione e la risposta a una pandemia influenzale. L'11 giugno l'OMS ha ufficialmente dichiarato lo stato di pandemia da nuovo virus influenzale con passaggio alla Fase 6 dei livelli di allerta pandemico, individuati dal Piano di preparazione e risposta alle pandemie influenzali. Lo stato di pandemia indica l'aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo. L'Oms ha sottolineato il carattere "moderato" di questa pandemia. Come precisato dal Vice Ministro Ferruccio Fazio il massimo livello di allerta per la nuova influenza "non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus".

Unità di crisi
Il Ministero ha istituito un'apposita Unità di crisi, presieduta dal Vice Ministro Ferruccio Fazio, per la sorveglianza e la prevenzione dell'influenza da nuovo virus A (H1N1) e l'attuazione del Piano, concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea, di preparazione e risposta alla pandemia influenzale.

Vaccinazione contro la nuova influenza
Il modo migliore per prevenire l'influenza e le sue complicanze è rappresentato dalla vaccinazione della popolazione. In linea con quanto annunciato e con le raccomandazioni internazionali, il Viceministro alla Salute Prof. Ferruccio Fazio ha firmato il 30 settembre l’Ordinanza “Misure urgenti in materia di protezione dal virus A(H1N1)” che integra, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, quella emanata l'11 settembre 2009. Il provvedimento individua con maggiore dettaglio le categorie di persone a cui è offerta la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1) a partire dal momento dell’effettiva disponibilità del vaccino.

Campagna di comunicazione: le regole della prevenzione
IL 6 ottobre, nella sala stampa di Palazzo Chigi, il Viceministro della Salute, Prof. Ferruccio Fazio, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per l’Informazione e l’Editoria, on. Paolo Bonaiuti, e il capo del Dipartimento Informazione e Editoria, Elisa Grande, hanno presentato la campagna di comunicazione istituzionale per la prevenzione dell’influenza A. Testimonial e protagonista di spot e manifesti Topo Gigio. Ha partecipato alla conferenza l'ideatrice di Topo Gigio, Maria Perego, che ha concesso gratuitamente l'utilizzo del personaggio.
Guarda il video della Conferenza con lo spot.

Vaccino pandemico

Una pandemia influenzale è causata da un virus che può essere del tutto nuovo o scarsamente diffuso nella popolazione umana. Questo crea una generale vulnerabilità all’infezione. Anche se non tutta la popolazione contrae l’infezione nel corso della pandemia quasi tutti sono suscettibili di infettarsi. Il fatto che un gran numero di persone si ammali più o meno nello stesso periodo rende l’influenza una patologia che incide sia economicamente che socialmente e può comportare un sovraccarico di lavoro per le strutture sanitarie. (Fonte: OMS )

La vaccinazione pandemica in Italia

L'Italia ha in programma di vaccinare contro la nuova influenza il 40 per cento della popolazione in modo progressivo entro i primi mesi del 2010, con l'obiettivo di evitare altre ondate epidemiche da nuovo virus A (H1N1) nel nostro Paese nelle stagioni influenzali successive.
In linea con le raccomandazioni internazionali, il Viceministro alla Salute Prof. Ferruccio Fazio ha firmato il 30 settembre l’Ordinanza recante “Misure urgenti in materia di protezione dal virus A(H1N1)” che integra, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità, quella emanata l'11 settembre 2009. Il provvedimento individua con maggiore dettaglio le categorie di persone a cui è offerta la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A/H1N1 a partire dal momento dell’effettiva disponibilità del vaccino.

In ordine di priorità l’offerta vaccinale sarà rivolta a:

  • personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno, personale delle Forze Armate; personale che assicura i servizi pubblici essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni, secondo piani di continuità predisposti dai datori di lavoro o per i soggetti autonomi dalle Amministrazioni competenti; donatori di sangue periodici
  • donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza; donne che hanno partorito da meno di 6 mesi o, in loro assenza, la persona che assiste il bambino in maniera continuativa
  • portatori di almeno una delle condizioni di rischio di cui all’Ordinanza dell’11 settembre 2009, nonché i soggetti con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine
  • bambini di età superiore a 6 mesi che frequentano l’asilo nido; minori che vivono in comunità o istituzionalizzati
  • persone di età compresa tra più di 6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzativa dall’EMEA
  • persone tra i 18 e 27 anni, non incluse nei precedenti punti
In particolare sono considerate persone a rischio quelle di età compresa tra 6 mesi e 64 anni affette da almeno una delle seguenti patologie:
  • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO;
  • malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite;
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche;
  • malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • neoplasie;
  • gravi epatopatie e cirrosi epatica;
  • malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari;
  • obesità con Indice di massa corporea (BMI)>30 e gravi patologie concomitanti;
  • condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.
Il provvedimento, fornisce inoltre indicazioni per co-somministrazione del vaccino contro l’influenza da virus A(H1N1) con il vaccino dell’influenza stagionale che può essere praticata inoculando i rispettivi vaccini in arti differenti e ricorrendo alla somministrazione di vaccino contro l’influenza stagionale non adiuvato. Prima di procedere alla vaccinazione dovrà essere fornita una corretta informazione da parte degli operatori sanitari addetti alle vaccinazioni sulle conoscenze disponibili e dovrà essere inoltre acquisito, per iscritto, il consenso informato degli interessati.
La circolare ministeriale del 14 ottobre 2009 "Influenza da virus AH1N1v. Individuazione dei servizi pubblici essenziali e delle prestazioni indispensabili rilevanti ai fini della vaccinazione. Consenso informato", indirizzata alle Regioni, contiene due allegati: il primo specifica, all’interno di particolari categorie professionali enti ed istituti, i servizi pubblici essenziali e le prestazioni indispensabili ai fini della vaccinazione del relativo personale; il secondo è relativo al modulo informativo e di consenso alla vaccinazione contro l’influenza da virus A(H1N1).

L'Autorizzazione dell'EMEA
Il 25 settembre l'Agenzia Europea per il farmaco (EMEA) ha inviato alla Commissione Europea la raccomandazione per l'autorizzazione all'immissione in commercio di due vaccini pandemici contro il virus A(H1N1). I vaccini in questione sono: Focetria (Novartis) e Pandermix (GlaxoSmithKline). Una volta che, sulla base di tale parere, la Commissione Europea avrà concesso l’immissione in commercio, i due vaccini potranno essere usati in tutta Europa con il fine di proteggere contro l’infezione provocata dal virus A(H1N1) e di favorire il controllo della diffusione della pandemia. Le strategie di vaccinazione saranno decise dai singoli governi dei Paesi dell'Unione Europea.
Per maggiori informazioni leggi il comunicato della Commissione europea (in inglese).

Raccomandazioni dell'OMS sull'impiego del vaccino
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in data 11 giugno 2009, ha dichiarato il passaggio alla fase 6 della influenza da virus A H1N1. Conseguentemente, la stessa Organizzazione ha diramato, il 13 luglio, le raccomandazioni del SAGE (Strategic Advisory Group of Experts) sull’impiego del vaccino contro l’influenza pandemica da virus A H1N1.

Il SAGE ha esaminato la corrente situazione pandemica, lo stato di produzione del vaccino antinfluenzale stagionale e la capacità produttiva del potenziale vaccino contro il virus A H1N1 ed ha considerato le possibili opzioni d’uso.

Gli esperti hanno identificato tre differenti obiettivi che i Paesi possono considerare nel disegno della strategia vaccinale pandemia:
  • Proteggere l’integrità del sistema sanitario e delle infrastrutture del Paese
  • Ridurre la morbosità e la mortalità
  • Ridurre la trasmissione del virus pandemico nella collettività
L'OMS sottolinea che qualunque strategia vaccinale dovrebbe essere armonizzata con la situazione epidemiologica nazionale, con le risorse e la capacità di accesso alla vaccinazione, per implementare la campagna vaccinale nelle categorie individuate e applicando altre misure di mitigazione non farmacologiche. Sebbene la gravità di questa pandemia sia attualmente considerata moderata, autolimitantesi e senza complicanze nella maggior parte dei pazienti, alcuni soggetti, quali le donne in gravidanza, gli affetti da asma e altre patologia croniche, sembrano essere a maggior rischio per complicanze e decessi, conseguenti all’infezione.

Pertanto, l’OMS raccomanda di immunizzare prioritariamente gli operatori sanitari per mantenere le prestazioni sanitarie e, poiché il vaccino prodotto inizialmente dalle ditte non sarà sufficiente per tutti, di procedere alla vaccinazione, per livelli successivi, dei gruppi di popolazione considerati a rischio. Ogni Paese dovrebbe stabilire le proprie priorità sulla base della situazione sanitaria del territorio e procedere identificando i gruppi da vaccinare.


Fonte originale: Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali  -  Settore Salute
Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Novembre 2009 13:05
 
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